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SAN RAFFAELE vs ATHENA:27 - 28


Partita al cardiopalma quella giocata al Keplero, insomma, come si dice in questi casi (e come ha realmente detto qualche genitore in tribuna a fine partita), "partita non adatta ai deboli di cuore".


Si sapeva già all'inizio che sarebbe stata una "battaglia" e così è stato: combattuta dal primo all'ultimo possesso, anche se avara di canestri da ambo le parti. Già a metà partita si era capito che non sarebbe finita con moltissime realizzazioni, ma gli ultimi due quarti sono stati dedicati al risparmio... del canestro.


Sicuramente merito va alle difese molto attente e aggressive che pochissimo hanno concesso alle avversarie, ma qualche errore al tiro poteva essere evitato... sopratutto da sole da sotto canestro.


Altro elemento che ha contribuito a un punteggio così basso è stato il gioco un po’ caotico espresso da entrambe le squadre, con la foga agonistica che ha prevalso sulla tecnica, anche perché gli arbitri, giovani, inesperti e poco competenti, hanno permesso con i loro pochissimi fischi un gioco duro e falloso che non ha favorito gli attacchi.


Il punteggio è stato a vantaggio della squadra di casa per quasi tutta la partita.

Ultimo quarto inevitabilmente combattutissimo, con rapidi capovolgimenti di fronte e le avversarie che provano a sferrare l'allungo decisivo senza prendere però più di 5 punti di vantaggio. Restando in scia il finale è in volata (sfruttando una metafora ciclistica) e fortunatamente le nostre sono state più lucide e fortunate e hanno ottenuto i due punti fortemente.


Rispetto alla partita precedente contro l’Ants, in cui avevamo giocato molto meglio di squadra con la giusta determinazione che richiede questo tipo di partite, è andata un po' peggio, siamo state meno continue, con troppi errori "banali" che hanno rischiato di compromettere tutto. Ma è emersa al grinta, la voglia di battersi fino alla fine, sia a livello individuale che come gruppo.


C'è ancora parecchio da migliorare, ma ho visto segnali positivi nell'ultimo periodo da parte di tutte, e considerato l’andamento della partita, dobbiamo ritenerci soddisfatti per il risultato portato a casa.

Da rivedere anche il comportamento del pubblico: i nostri genitori, di fronte alle decisioni arbitrali che hanno tollerato un gioco maschio, sempre al limite del fallo, hanno cominciato a protestare, arrivando talvolta agli insulti. Dobbiamo imparare a fare il tifo per la nostra squadra, senza eccessi negativi che mal si adattano alla funzione educativa che tutti noi conserviamo anche quando si gioca una partita di pallacanestro.